Come cambia l’organizzazione della scuola con l’emergenza COVID-19

Con la pandemia da COVID-19 abbiamo visto come l’istituzione della scuola si è incrinata in modo velocissimo. La scuola italiana non è stata all’altezza di sostenere la didattica a distanza, la si è fatta in modo approssimativo e senza un piano comune.

Tra due mesi circa i ragazzi dovranno tornare a scuola e ancora ci sono molte incertezze, dato che la maggior parte degli istituti scolastici italiani non è in buone condizioni di salute, le strutture sono sovraffollate e con gravi problematiche strutturali.

Sono molte le idee che sono state presentate dal ministero dell’istruzione e dal governo per far ricominciare l’anno a settembre, ma la maggior parte sono infattibili.

Le scuole italiane non hanno le caratteristiche strutturali che permettono di poter affrontare un distanziamento sociale.

In previsione che vi sia un’altra ondata da COVID-19 il programma nazionale sta indicando le varie iniziative, più o meno applicabili.

Il potenziamento della fibra ottica

In primo piano c’è il potenziamento della fibra ottica e di tutte le tecnologie che possono essere utili per svolgere le lezioni anche da remoto. Il problema è la tempistica, dato che si parla di minimo due anni, speriamo che tra due anni il COVID-19 sia solo un brutto ricordo.

Gli istituti che verranno modernizzati saranno 32.000 con un piano economico destinato alla banda larga di 400 milioni di €.

Data l’imprevedibilità della situazione in cui ci troviamo, il governo ha voluto focalizzarsi sulla didattica a distanza, cercando di eguagliare le differenze economiche tra i vari ceti sociali. La didattica a distanza può essere utilizzata per brevi periodi, dato che la scuola è il sostegno primario alle famiglie e se eliminato ci sono dei problemi di organizzazione.

Ma non è tutto perché molti docenti hanno trovato delle serie difficoltà nell’insegnamento a distanza e per questo nel piano per il rafforzamento delle didattica sono compresi molti corsi di aggiornamento per il personale scolastico.

Un passo indietro per le classi pollaio

Con l’emergenza COVID-19 ci si è resi conto che bisogna modificare i criteri sulla numerosità delle classi previsti dal Dpr 81/2009, questo per garantire un miglioramento dell’attività scolastica.

Le classi scolastiche fino ad ora sono state troppo numerose e l’apprendimento degli studenti è stato messo in secondo piano.  Ora si sta cercando di riformulare le classi, anche se non ci sono gli spazi effettivi, ecco perché sono stati stanziati molti soldi per una rivalutazione dell’edilizia scolastica.

Si sta ripensando al numero degli alunni per classe, Il numero ottimale è tra 15 e 18 alunni per classe. Si è capito che il lavoro svolto dall’insegnante è molto più proficuo, il problema è che attualmente in Italia non ci sono le strutture per garantire queste caratteristiche.

Gli interventi edilizia scolastica

Il primo piano per l’edilizia scolastica risulta concluso con l’80% dei progetti, il secondo piano prevede un incremento di 3 miliardi con 3.000 interventi.

Nei vari interventi previsti c’è l’adeguamento sismico. il primo che verrà messo in atto, in secondo luogo gli edifici scolastici necessitano di essere messi in sicurezza, sia con la rivalutazione degli edifici esistenti, non si esclude la possibilità di dare forma a nuove costruzioni.

Il problema reale è che ci vorranno anni prima che questi adeguamenti possano essere eseguiti, nel frattempo si spera che la pandemia da Coronavirus possa continuare a retrocedere.

Come affrontare le problematiche inerenti alla disabilità

All’interno della bozza di legge si vede come ci sia un passaggio che mette in primo piano le problematiche sulla disabilità, in questi anni sono stati soppressi molti insegnanti di sostegno, ora si vuole incrementare questo vuoto che si è andato a formare con la stabilizzazione di una quota considerevole di insegnanti. Per sopperire a queste problematiche sono stati stanziati 5 milioni di euro.

Cosa ci aspetta a settembre

Le riforme sono molte, ma non tutte fattibili in poco più di due mesi, e la domanda è la seguente: Cosa ci aspetta a settembre.

Ad oggi la paura per il ritorno della pandemia è molto forte, e non diminuiscono le paure per la futura gestione dei figli, se dovesse ricominciare la didattica a distanza ci troveremmo ad affrontare gravi problemi logistici legati alle famiglie.

Il MIUR ha stabilito che la scuola comincerà il 14 settembre, ma per ora sembra che le varie regioni possano avere una certa flessibilità.

Le  norme di sicurezza in vigore da settembre saranno le seguenti:

  • Prodotti igienizzanti;
  • Saponi;
  • Strutture igienizzante;
  • Si potranno svolgere le lezioni nelle palestre oppure nei laboratori;
  • Si useranno anche spazi esterni, da valutare comune per comune;
  • Si potranno svolgere le lezioni in musei, archivi storici, teatri e nei parchi.

Da settembre la scuola diventerà più flessibile, con più laboratori e l’integrazione della didattica a distanza.

Rimarrà il distanziamento sociale di un metro, l’utilizzo delle mascherine, la situazione è già stato detto che verrà rivalutata in base alla curva dei contagi.

E’ una grande battaglia verso il rinnovamento sia di strutture ormai cadenti che di organizzazione.

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